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Riabilitazione urologica con biofeedback

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Una scarsa dimestichezza con il proprio pavimento pelvico significa progressiva e inevitabile perdita di tonicità, sensibilità e controllo dello stesso.

Non meraviglia allora che molte donne riscoprano questa parte del proprio corpo solo in momenti "critici" della propria vita. Magari al momento del parto, quando un perineo non adeguatamente preparato viene sottoposto a episiotomia o subisce fastidiose lacerazioni. Oppure nel post-parto, quando molte neo-mamme si trovano a fare i conti con noiosi problemi di incontinenza. E ancora con la terza età quando le stesse signore sperimentano per la prima volta su di sé il significato della parola prolasso.
Come agire allora? Come evitare, o almeno limitare, tali inconvenienti?

In primo luogo si tratta di informare ed educare al riconoscimento e alla cura del proprio perineo.
In secondo luogo risulta fondamentale l'attività di prevenzione svolta a vari livelli e in diversi contesti dagli operatori del settore.

Purtroppo, ancora oggi, capita spesso di imbattersi in signore che pochi giorni dopo il parto si gettano a capofitto in intensi allenamenti in palestra

In terzo luogo diventa essenziale la tutela del pavimento pelvico in tutte le situazioni potenzialmente a rischio. Prima fra tutte quella del parto.

Finalmente grazie alla riabilitazione sono finiti i tempi in cui la donna era costretta - ad esempio sul tema dell'incontinenza urinaria o del prolasso - a scegliere tra rassegnazione, pannolini e intervento chirurgico. Oggi esistono diversi approcci "conservativi" di sicuro successo, in grado di evitare o comunque integrare le più tradizionali strategie invasive.

I cosiddetti esercizi di Kegel, aumentando l'afflusso di sangue ai muscoli di questa regione, si sono dimostrati efficaci anche nell'aumentare le sensazioni di piacere della donna a livello genitale.

L'elettrostimolazione è invece indicata nei casi in cui i muscoli perineali non riescono ad essere contratti volontariamente ed in modo adeguato. Una tecnica passiva, quindi, fondata sull'utilizzo di appositi elettrodi e relativi impulsi elettrici - assolutamente indolori - che a loro volta vanno a stimolare i muscoli del pavimento pelvico.

Il Biofeedback, infine, consiste nell'impiego di strumenti capaci di registrare una contrazione o un rilassamento muscolare che potrebbero non essere percepiti dalla donna. Grazie ad un monitor e ad un sistema ellettromiografico, il segnale viene quindi trasformato in segnale visivo permettendo alla paziente di verificare le contrazioni o il rilassamento e di imparare a compierli in modo corretto. Controllando visivamente l'esercizio,la paziente risulta in grado di autocorregersi e perfezionare la propria prestazione. In tal modo, anche la fisioterapista risulta in possesso di un mezzo in piu' capace di quantificare il lavoro svolto durante la seduta , monitorando costantemente i risultati e i progressi

Recentemente definito da alcuni come "Il muscolo della felicità" e insieme come "Il muscolo più sconosciuto", il Pavimento Pelvico rappresenta insomma uno dei principali pilastri per la salute e il benessere di ogni donna. Riscoprirlo e valorizzarlo è oggi un obiettivo possibile.

E’ provato che il trattamento dell’elettrostimolazione con biofeedback è la combinazione vincente che dà migliori risultati, con tassi di guarigione fino al 73% e miglioramenti fino al 97%.

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